CHI SIAMO

La scherma è uno degli sport moderni più antichi avendo una tradizione olimpica ormai centenaria. La F.I.E. conta ormai più di cento adesioni di federazioni nazionali e non solamente di cultura occidentale ma anche araba e dell'estremo oriente.
Sport universalmente riconosciuto e che ha sempre fornito di sé un'immagine particolarmente affascinante, un misto di stile, destrezza, coraggio, abilità tecnica e tattica, intelligenza, è stato considerato per decenni a torto o a ragione sport d'élite, ma negli ultimi anni si è, entro certi limiti, diffuso, complici i costi paragonabili a quelli di tante altre discipline sportive e la nascita di numerose società schermistiche sul territorio italiano.
L'Italia si pone attualmente, e non solo per tradizione (cento medaglie olimpiche raggiunte a Sydney 2000), come paese leader a livello mondiale; caso praticamente unico nel panorama sportivo italiano, la scherma è la punta di diamante del movimento Olimpico italiano.
Il Piemonte costituisce una delle "locomotive trainanti" della scherma italiana, in particolare nel settore della spada, avendo fornito in passato ed oggi numerosi atleti delle squadre nazionali, si vedano le medaglie d'oro e d'argento conquistate ad Atlanta 96 e Sydney 2000.

Villarscherma nasce nell'estate del 98 con una decina di atleti ed un Maestro. Sede provvisoria diventa la palestra della scuola media "P.Gobetti" di Villarbasse, con tutti gli inconvenienti del caso dovuti alla necessità di montare e smontare quotidianamente le attrezzature.
Con una scelta precisa e consapevole la società ha preferito perseguire un obiettivo di crescita legato alla qualità e non alla quantità, intesa come incremento del numero di iscritti per aumentare gli introiti.
La scherma è uno sport individuale, l'insegnamento è basato sul rapporto individuale maestro-allievo e per imparare a tirare di scherma ci vuole tempo, bisogna essere seguiti bene da un maestro che sa quello che vuole e quello che fà, ci vuole la volontà dell'allievo per mettere in pratica ciò che gli viene insegnato.
Qualità del lavoro per un gruppo di atleti non numeroso significa poter seguire bene gli allievi e potergli dedicare il giusto tempo d'insegnamento secondo le loro potenzialità e caratteristiche, significa poter far crescere tutti gli allievi e non solo alcuni (tanti allievi fanno bene al cuore del tesoriere ma non a quello del maestro che per ragioni di tempo è costretto a seguirne bene alcuni a discapito di altri).
La qualità del lavoro porta alla qualità dei risultati cioè alle vittorie. La scherma è uno sport di combattimento e ci si confronta con un avversario con lo scopo di batterlo, l'allievo che non è stato seguito bene sarà più facilmente sconfitto e, siccome perdere non è piacevole, presto abbandonerà uno sport che non lo gratifica.
Perseguire l'obiettivo della qualità è una scelta difficile per una piccola società, e naturalmente le difficoltà che si incontrano sono di carattere economico. Le sole entrate legate alle quote di iscrizione sono sufficienti a coprire le spese di affiliazione alla federazione e l'affitto dei locali in cui si pratica l'attività. Ma ci sono altre voci che incidono sul bilancio: l'acquisto di materiali ed attrezzature, le spese di trasferta per la partecipazione alle gare, il giusto compenso per il lavoro del maestro ed altro ancora. In un periodo di crisi economica che incide profondamente nel cambiamento delle istituzioni sportive le società sportive dilettantistiche non possono più reperire i fondi necessari a sostenere queste spese solamente dall'economia pubblica ma devono attivare altre iniziative con interlocutori privati, iniziative che vanno sotto il nome di sponsorizzazione.
Con questi presupposti si può comprendere come l'obiettivo scelto sia difficile ma non impossibile, anzi, sia un obiettivo razionale per una piccola società con pochi mezzi (strutture ed insegnanti) ma con tanto entusiasmo e voglia di fare, un obiettivo che può portare ad una graduale crescita societaria nel tempo e che permette di ottenere buoni risultati da subito.

La parte agonistica qualitativamente rilevante della società è costituita da un gruppetto di ragazze di età compresa fra i 14 e 17 anni. In questi anni hanno conquistato un titolo italiano, numerosi podi e finali in decine di competizioni nazionali e nove titoli piemontesi.
Questo è ciò che possiamo vantare e proporre ad un eventuale sponsor. Tuttavia rimangono nascosti tre aspetti che è necessario conoscere per comprendere in pieno i reali valori della società.
Gli ottimi risultati ottenuti sono dovuti all'opera di carattere assolutamente volontaristico delle persone che si adoperano attorno alle ragazze. Ciò viene detto per mettere in risalto l'assoluta determinazione a ben operare senza dover tenere conto di aspetti meramente economici. Quello che si è fatto, lo si è fatto per il gusto di ottenere soddisfazioni e gratificazioni di carattere morale, le uniche che diano veramente un senso nel praticare uno sport non professionistico a livello agonistico.
Le ragazze in questione non sono state scelte attraverso un selezione, oppure acquistate da altre società per chissà quale prezzo, ma sono pervenute alla scherma per un incontro casuale con il Maestro che svolge normalmente l'attività di insegnante elementare nella scuola di Villarbasse. Sono ragazze diverse nel carattere e nel fisico, che non rispecchiano canoni ben precisi di adattabilità alla scherma, sono in sostanza ragazze assolutamente normali.
Emergere in qualsiasi sport è arduo allo stesso modo, che si tratti del ping pong o del salto con l'asta, che si tratti del calcio con i suoi milioni di praticanti o la scherma con qualche migliaio. La qualità dei vertici offre una garanzia rispetto a tale discorso, e come si è detto, la scherma italiana occupa i vertici mondiali.
La realtà è una società partita dal nulla o quasi che si propone, a pochi mesi dalla sua nascita, come già grande, con presupposti che invitano a pensare che nulla possa vietarle di crescere ancora di più.

Se ad un imprenditore venisse offerta la possibilità di sponsorizzare una formazione giovanile di un grande club per poche lire , non lo farebbe? Se un solo atleta di questo club potesse aspirare ad un posto per i campionati mondiali giovanili a Budapest, Brasilia o Sydney non lo sponsorizzerebbe? Se questa formazione, nell'arco di un anno, potesse ambire ad inserirsi tra le più forti a livello assoluto italiano non sarebbe oggetto di sponsorizzazione?
Ebbene Villarscherma si trova in queste condizioni. Potrebbe non svilupparsi ulteriormente, ma sarebbe comunque una piccola società con passato già ragguardevole, oppure crescere ancora e diventare il fiore all'occhiello di chi le avrà dato modo di imporsi a livello territoriale, nazionale o forse mondiale.
Vi posso assicurare che si tratta di cosa ben diversa, sia dal punto di vista economico che delle motivazioni, partecipare all'immagine di campioni od al contrario vederli crescere giorno per giorno ed aiutarli ad essere forti negli anni!

Fabrizio Foglio Para